Misuratore LCR: tipi, prezzi reali e come sceglierlo
Raccolto e verificato dalle fonti citate, revisionato dalla nostra redazione.
Un misuratore LCR in Italia si compra con 47,49 € e si compra anche con 4.114 €. Il UNI-T UT601 sta a 47,49 € IVA inclusa da Paoletti Elettronica; il FNIRSI LC1020E costa 69,95 €; il PeakTech P 2175 viene 84,90 € + IVA dallo shop italiano PeakTech; il GW Instek LCR-6300 da banco è a 2.940 € + IVA da Test Italy e il Rohde & Schwarz LCX100 tocca 4.114 € IVA inclusa da Batter Fly. Quasi cento volte di differenza fra il primo e l’ultimo, e in vetrina scrivono tutti la stessa cosa: “misura induttanza, capacità e resistenza”.
Il nome commerciale cambia da negozio a negozio — misuratore LCR, ponte LCR, ponte RLC, a volte semplicemente “LCR meter” — ma l’oggetto è lo stesso e a separare i prezzi non è la lista dei parametri sul display. Sono tre cose sole:
- il set di frequenze di prova: un solo 1 kHz fisso, oppure 100 Hz / 120 Hz / 1 kHz / 10 kHz / 100 kHz selezionabili;
- due fili o quattro fili (Kelvin): come lo strumento si collega al componente, che è ciò che decide se una misura di ESR ha un senso o no;
- l’accuratezza di base: 1-2 % sull’entry level, 0,25-0,5 % sulla fascia media, 0,05-0,1 % sui banco da laboratorio.
Chi compra guardando “misura L, C, R” e il numero di cifre del display prende quasi sempre lo strumento sbagliato. Vediamo perché, con i modelli e i prezzi che si trovano davvero sul mercato italiano.
Che cos’è un misuratore LCR e in cosa differisce dal multimetro
Quasi tutti i multimetri digitali hanno la funzione capacità, e molta gente pensa che questo renda inutile un ponte LCR. Non è così, perché i due strumenti fanno due misure fisicamente diverse.
Il multimetro carica il condensatore con una corrente continua nota e cronometra quanto tempo impiega a raggiungere una certa tensione. Da quel tempo ricava un numero, uno solo: i microfarad. È una misura in continua, e in continua un condensatore ideale e un condensatore agonizzante si comportano quasi allo stesso modo.
Il misuratore LCR applica al componente un segnale alternato a frequenza nota — tipicamente 1 kHz, 0,5 o 1 V efficaci — e misura due cose: il rapporto fra l’ampiezza della tensione e quella della corrente, e lo sfasamento fra le due. Da questa coppia di numeri ricava l’impedenza complessa, cioè un vettore, non uno scalare[1]. Da lì escono tutti gli altri parametri.
| Sigla | Nome | Che cosa dice |
|---|---|---|
| L | Induttanza | Quanto un avvolgimento si oppone alla variazione di corrente (H, mH, µH) |
| C | Capacità | Quanta carica il componente immagazzina per volt (F, µF, nF, pF) |
| R | Resistenza | Opposizione in continua, parte reale a frequenza zero (Ω) |
| Z | Impedenza | Opposizione totale in alternata, modulo del vettore (Ω) |
| ESR | Resistenza serie equivalente | Tutte le perdite del componente concentrate in una resistenza in serie (Ω, mΩ) |
| D | Fattore di dissipazione (tan δ) | Rapporto fra energia persa e energia immagazzinata; per i condensatori più è basso meglio è |
| Q | Fattore di merito | L’inverso di D; per le induttanze più è alto meglio è |
| θ | Angolo di fase | Sfasamento fra tensione e corrente: -90° condensatore ideale, +90° induttanza ideale |
E qui arriva la frase che giustifica da sola l’acquisto: un condensatore elettrolitico può avere la capacità perfettamente nel range e essere comunque da buttare. L’elettrolita evapora lentamente, la capacità scende poco, ma l’ESR sale in silenzio — da 0,05 Ω a 2 Ω, quaranta volte. Il multimetro continua a leggere 1.000 µF e a dire che va tutto bene. Nel filtro di un alimentatore switching quell’ESR trasforma la corrente di ripple in calore, la tensione di uscita si sporca, il condensatore si scalda ancora di più e l’alimentatore muore. È il motivo numero uno per cui gli alimentatori dei televisori, dei monitor e dei router si guastano dopo cinque-otto anni.
Due regole che vanno rispettate sempre, prima ancora di accendere lo strumento. La prima: il misuratore LCR non misura in circuito. Ogni componente in parallelo a quello sotto esame entra nella lettura e il numero che leggete non è di nessuno dei due. Va staccata almeno una gamba, e se il componente ha più di due terminali va dissaldato. La seconda: un condensatore carico brucia l'ingresso dello strumento. Un elettrolitico da 470 µF in un alimentatore può restare a 300 V per minuti dopo lo spegnimento, e il ponte LCR ha un ingresso da millivolt. Prima si scarica con una resistenza da 1-10 kΩ adeguatamente dimensionata, poi si verifica con il multimetro che sia sotto 1 V, e solo dopo si collegano le pinze.
Gli otto tipi di misuratore LCR
| Tipo | Per che cosa | Caratteristica distintiva | Prezzo tipico |
|---|---|---|---|
| Capacimetro / LC meter base | Hobby, ricambi, verifica rapida | Solo C e L, frequenza fissa, niente ESR | 40 - 65 € |
| Pinzette SMD (tweezer) | Componenti a montaggio superficiale | Si misura senza dissaldare, con una mano sola | 45 - 370 € |
| Ponte LCR portatile | Riparazione, manutenzione, laboratorio mobile | 1-2 frequenze, D e Q, accuratezza 1-1,5 % | 85 - 145 € |
| Portatile evoluto | Elettronica di potenza, controllo qualità leggero | 100 Hz - 100 kHz, ESR, Kelvin, memoria, USB | 270 - 430 € |
| Da banco | Laboratorio, R&S, collaudo di produzione | 10 Hz - 300 kHz e oltre, 0,05-0,1 %, bias DC, handler | 1.000 - 4.200 € |
| ESR meter dedicato | Riparazione alimentatori e schede | Misura ESR anche in circuito, spesso a 100 kHz | 30 - 120 € |
| Component tester (transistor tester) | Identificare un componente sconosciuto | Riconosce da solo il tipo di componente | 15 - 40 € |
| Analizzatore di impedenza | Progettazione, caratterizzazione materiali | Sweep in frequenza, curva Z-f, non un solo punto | oltre 5.000 € |
Attenzione a una confusione che costa cara: il component tester non è un misuratore LCR. I famosi LCR-T4 e LCR-T7 da 15-40 € che si trovano ovunque sono ottimi strumenti per capire che cosa avete in mano — se un transistor è NPN o PNP, dove sono base, collettore ed emettitore, se un diodo è integro. Ma lavorano a una frequenza fissa e non dichiarata, con un microcontrollore a 8 bit e un partitore resistivo: la loro lettura di capacità su un elettrolitico grande è indicativa, quella di induttanza sotto il millihenry è rumore, e l‘“ESR” che mostrano non è confrontabile con un dato di catalogo. Servono per lo smistamento, non per la misura.
Le sei caratteristiche che fanno il prezzo
- Numero e limite superiore delle frequenze di prova. È la voce più costosa di tutte, perché generare un’onda pulita a 100 kHz e misurarne la fase con precisione richiede elettronica vera. Un LC meter da 50 € lavora a 1 kHz e basta; il FNIRSI LC1020E arriva a 100 kHz; un GW Instek LCR-6300 va da 10 Hz a 300 kHz.
- Due fili o quattro fili (Kelvin). Con due fili la resistenza dei cavi e dei contatti si somma a quella del componente. Su un elettrolitico con ESR da 30 mΩ, 40 mΩ di cavi e coccodrilli sono più grandi del valore che state misurando: la lettura è priva di senso. La connessione Kelvin usa due fili per iniettare la corrente e due separati per leggere la tensione, e i cavi escono dal conto. Sotto il decimo di ohm la misura a due fili non esiste.
- Accuratezza di base. L’1,5 % di un Peak Atlas basta per capire se un componente è buono; lo 0,25 % di un Tonghui serve per selezionare componenti appaiati; lo 0,05 % di un LCX100 serve per tarare qualcun altro.
- Il valore più piccolo misurabile. È il numero che il marketing non stampa mai. Sotto i 10 pF e sotto i 10 µH quasi tutti gli strumenti economici diventano inutilizzabili, perché la capacità dei propri cavi vale già 30-100 pF. Se lavorate con RF o con filtri, questo dato conta più dell’accuratezza dichiarata.
- Regolazione del livello e della tensione di prova. Alcuni componenti — condensatori ceramici classe 2 X5R e X7R, induttanze con nucleo in ferrite — cambiano valore in funzione della tensione applicata. Se lo strumento non lascia scegliere il livello di prova, non potete confrontare la vostra misura con il datasheet. Sulla fascia alta si aggiunge il bias DC, indispensabile sui condensatori elettrolitici polarizzati.
- Funzioni accessorie. Resistenza in continua (Rdc), funzione bin/sorting per selezionare lotti di componenti, uscita USB o RS-232 per registrare, misura del rapporto spire dei trasformatori. Sono le voci che portano un portatile da 280 € e un banco da 1.800 €.
Modelli e prezzi reali sul mercato italiano
Sotto i 110 €: hobby, ricambi, verifica rapida
| Modello | Che cosa offre | Prezzo | Negozio |
|---|---|---|---|
| UNI-T UT601 | Capacimetro/ohmmetro, ponte RC, 1999 conteggi | 47,49 € IVA incl. | Paoletti Elettronica |
| PeakTech P 3705 | Capacimetro digitale | 39,90 € + IVA | PeakTech Italia |
| PeakTech P 3710 | Misuratore C/R per SMD, 3 5/6 cifre | 44,90 € + IVA | PeakTech Italia |
| PeakTech P 3730 | Misuratore di induttanza e capacità | 54,90 € + IVA | PeakTech Italia |
| UNI-T UT603 | LCR meter, L fino a 20 H, C fino a 200 µF | 62,01 € IVA incl. | Pinto Elettronica |
| FNIRSI LC1020E | 100 Hz - 100 kHz, ESR, 0,3 %, pinze Kelvin, TFT 2,8” | 69,95 € | Elektor |
| PeakTech P 2175 | 11.000 conteggi, 20 H, 110 mF, 20 MΩ, 100 Hz - 1 kHz | 84,90 € + IVA | PeakTech Italia |
| Voltcraft LCR100 | 0,01 Ω - 110 MΩ, 1 pF - 110 mF, 1 µH - 20 H, ±1,2 % | 94,50 € + IVA | Antei Paolucci |
| PeakTech P 2180 | Multimetro con funzione LCR, 6.000 conteggi | 109,90 € + IVA | PeakTech Italia |
Su questa fascia il salto vero lo fa il FNIRSI LC1020E: a meno di 70 € porta cinque frequenze fino a 100 kHz, misura di ESR e pinze Kelvin a quattro fili, cose che fino a pochi anni fa partivano da 250 €. È il consiglio più sensato per chi ripara e non fa il metrologo.
Da 110 a 450 €: riparazione professionale e produzione leggera
| Modello | Che cosa offre | Prezzo | Negozio |
|---|---|---|---|
| Peak Atlas LCR40 | DC, 1 kHz, 15 kHz, 200 kHz automatiche; 1,5 % L e C | 134,31 € IVA incl. | Batter Fly |
| Peak Atlas LCR45 | Come LCR40 più impedenza, fase, reattanza | 141,57 € IVA incl. | Batter Fly |
| Extech LCR200 | Portatile, componenti passivi, parametri secondari | 269,00 € + IVA | Test Italy |
| Tonghui TH2822A | 100/120 Hz, 1/10 kHz, 40.000 conteggi, base 0,25 % | 327,91 € IVA incl. | Batter Fly |
| PeakTech P 2170 | LCR/ESR, 100 Hz - 100 kHz, USB, PASS-FAIL | 279,90 € + IVA | PeakTech Italia |
| GW Instek LCR-1010 | Portatile, D/Q/θ, memoria | 343,00 € + IVA | Test Italy |
| GW Instek LCR-1100 | Portatile evoluto, frequenze estese | 429,00 € + IVA | Test Italy |
I due Peak Atlas britannici sono un caso a parte: scelgono da soli il tipo di componente e la frequenza di prova, si usano con una mano e stanno in tasca. Non hanno l’accuratezza di un banco, ma per il tecnico che apre venti apparecchi al giorno sono l’attrezzo giusto.
Oltre i 1.000 €: banco da laboratorio
| Modello | Che cosa offre | Prezzo | Negozio |
|---|---|---|---|
| GW Instek LCR-6002 | Da banco, fino a 10 kHz | 1.041,00 € + IVA | Test Italy |
| GW Instek LCR-6020 | Da banco, fino a 20 kHz | 1.566,00 € + IVA | Test Italy |
| GW Instek LCR-6100 | Da banco, 10 Hz - 100 kHz, RS-232C/USB/handler | 1.786,00 € + IVA | Test Italy |
| GW Instek LCR-6300 | Da banco, 10 Hz - 300 kHz | 2.940,00 € + IVA | Test Italy |
| Rohde & Schwarz LCX100 | DC e 4 Hz - 300 kHz, accuratezza di base 0,05 % | 4.114,00 € IVA incl. | Batter Fly |
| GW Instek LCR-8201 | Analizzatore di impedenza, 1 MHz | 6.679,00 € + IVA | Test Italy |
Prezzi indicativi a settembre 2026. Test Italy e PeakTech Italia espongono i listini IVA esclusa, Batter Fly, Paoletti e Pinto Elettronica IVA inclusa: prima di confrontare due cifre verificate sempre quale delle due state guardando, perché il 22 % cambia il quadro.
Quale frequenza di prova usare
| Componente | Frequenza consigliata | Perché |
|---|---|---|
| Capacità di un elettrolitico | 100 o 120 Hz | È la frequenza a cui il costruttore dichiara il dato a catalogo[3] |
| ESR di un elettrolitico | 10 o 100 kHz | A bassa frequenza la reattanza domina e nasconde la resistenza |
| Ceramici e film (nF - µF) | 1 kHz | Frequenza standard di riferimento, la più confrontabile |
| Piccoli valori in pF | 10 o 100 kHz | A 1 kHz l’impedenza è enorme e la lettura affoga nel rumore |
| Induttanze di potenza (mH) | 100 Hz - 1 kHz | Vicine alla frequenza di lavoro reale, con il nucleo non saturo |
| Induttanze RF (µH e sotto) | 100 kHz e oltre | Sotto, la reattanza è troppo piccola per essere distinta dalle perdite |
La regola generale si riassume in una riga: i componenti di valore piccolo — piccole capacità e piccole induttanze — si misurano ad alta frequenza; quelli di valore grande — grandi capacità e grandi induttanze — a bassa frequenza. Il motivo sta nelle formule: nel condensatore Z ≈ 1 / (2πfC), nell’induttore Z ≈ 2πfL. Si sceglie la frequenza che porta l’impedenza del componente nella fascia in cui lo strumento lavora meglio.
Modello serie o modello parallelo
È l’impostazione che più spesso viene ignorata, e che spiega perché due strumenti diano numeri diversi sullo stesso componente. Un componente reale non è un solo elemento: è una capacità (o un’induttanza) più le sue perdite. Quelle perdite lo strumento può rappresentarle come una resistenza in serie oppure in parallelo, e i due modelli danno risultati diversi[2].
- Impedenza bassa (grandi condensatori, piccole induttanze): modello serie. Qui la perdita dominante è la resistenza dell’avvolgimento, dei terminali e dei contatti, che è fisicamente in serie. È il modello che dà l’ESR.
- Impedenza alta (piccoli condensatori, grandi induttanze): modello parallelo. Qui la perdita dominante è la corrente di fuga attraverso il dielettrico, che è fisicamente in parallelo.
- Nella fascia intermedia, all’incirca fra 100 Ω e 10 kΩ di impedenza, non si tira a indovinare: il modello corretto dipende dal componente e, se il datasheet non lo indica, va chiesto al costruttore.
Regola pratica: se dovete confrontare la misura con un datasheet, scegliete il modello che usa il datasheet, non quello che vi sembra più giusto. Un condensatore da 100 µF misurato in parallelo e uno stesso misurato in serie possono discostare di parecchi punti percentuali, e non è colpa dello strumento.
Come si esegue la misura, passo per passo
- Isolare e scaricare. Togliete il componente dal circuito o almeno dissaldatene una gamba, poi scaricate i condensatori con una resistenza e verificate con il multimetro che siano sotto 1 V.
- Scegliere il parametro. C-D per i condensatori, L-Q per le induttanze, R o ESR quando cercate le perdite. L'automatico va bene per identificare, non per misurare.
- Scegliere la frequenza. 100 o 120 Hz per la capacità di un elettrolitico, 1 kHz per ceramici e film, 10 o 100 kHz per ESR e piccoli valori. Senza frequenza dichiarata la misura non è confrontabile con niente.
- Scegliere il modello equivalente. Serie per le basse impedenze, parallelo per le alte, e in ogni caso lo stesso modello del datasheet con cui confronterete.
- Calibrazione OPEN e SHORT. Con i puntali nella posizione di misura ma aperti si azzera la capacità parassita; cortocircuitandoli si azzera la resistenza dei cavi. Se saltate questo passaggio, tutte le letture in pF e in µH partono già sbagliate. Va rifatta a ogni cambio di cavi, di pinze e di frequenza.
- Collegare a quattro fili (Kelvin) quando il valore è piccolo. Sotto il decimo di ohm e sotto i 100 µH i due puntali normali non bastano: servono pinze Kelvin, con i contatti di corrente e quelli di tensione separati fin sul reoforo.
- Non toccare il componente con le dita e bloccare i puntali. Il corpo umano aggiunge qualche picofarad e qualche megaohm, e un contatto che oscilla fa ballare l'ultima cifra. Appoggiate il componente su un supporto isolante e lasciate stabilizzare la lettura due o tre secondi.
Sei errori che si fanno quasi tutti
- Misurare in circuito. È il più frequente in assoluto. Il resistore da 4,7 kΩ in parallelo al condensatore finisce dentro la lettura e nessuno se ne accorge.
- Non fare la calibrazione OPEN/SHORT. Su una misura da 22 pF, i 60 pF dei cavi non compensati sono un errore del 270 %.
- Usare 1 kHz per tutto. A 1 kHz l’ESR di un elettrolitico non si vede, perché la reattanza capacitiva la copre completamente. Serve almeno 10 kHz.
- Misurare a due fili sotto l’ohm. La resistenza dei coccodrilli e delle saldature è dello stesso ordine di grandezza del valore cercato: la lettura è pura fantasia.
- Confrontare valori misurati con modelli diversi. Un condensatore letto in parallelo e lo stesso letto in serie non danno lo stesso numero, e il datasheet ne usa uno solo.
- Fidarsi di un component tester per la misura. Va benissimo per riconoscere un transistor sconosciuto; il suo valore di capacità o di ESR non è un dato metrologico.
Quale strumento per quale lavoro
| Lavoro | Strumento adatto | Investimento realistico |
|---|---|---|
| Riparazione alimentatori e TV | Portatile con ESR a 10-100 kHz | 70 - 150 € |
| Elettronica hobbistica, kit, Arduino | LC meter base o component tester | 40 - 70 € |
| Riparazione smartphone e schede SMD | Pinzette LCR (tweezer) | 45 - 370 € |
| Avvolgimenti, motori, trasformatori | Portatile con L fino a 20 H e Rdc | 85 - 280 € |
| Selezione di componenti appaiati | Portatile 0,25 % con bin/sorting | 280 - 430 € |
| Collaudo di produzione | Da banco con handler e comparatore | 1.000 - 3.000 € |
| R&S, caratterizzazione, taratura | Da banco 0,05 % o analizzatore di impedenza | 4.000 € e oltre |
I marchi che contano in Italia
- GW Instek è di fatto lo standard del banco nei laboratori italiani: la serie LCR-6000 copre da 1.041 a 2.940 € + IVA ed è distribuita capillarmente, ricambi e assistenza compresi.
- PeakTech ha uno shop in lingua italiana con prezzi esposti e copre da 39,90 a 279,90 € + IVA; è il marchio con il miglior rapporto prezzo/documentazione sulla fascia media, e diversi suoi modelli si trovano anche rimarchiati nel catalogo PCE.
- PCE Italia non produce: importa e rimarchia (PCE-LC 1, PCE-LCR 1, i PKT che sono PeakTech, il Metrix TCX01). Il valore aggiunto è l’assistenza e la taratura in Italia, non lo strumento in sé.
- UNI-T e FNIRSI dominano la fascia bassa e si trovano ovunque, dal negozio di quartiere ai marketplace. UNI-T copre l’entry level classico, FNIRSI ha alzato l’asticella con LC1020E e con le pinzette LCR-ST1 e LCR-ST2.
- Peak Electronic (gli Atlas LCR40 e LCR45) arriva dal Regno Unito attraverso Batter Fly e Futura Elettronica: strumenti semplicissimi e affidabili, molto amati dai riparatori.
- HT Italia, Chauvin Arnoux e Metrel, che nel nostro mercato pesano moltissimo sugli strumenti da impianto, non hanno un vero misuratore LCR a catalogo: il loro terreno è la verifica degli impianti elettrici, non la caratterizzazione dei componenti. Se un venditore ve ne propone uno “equivalente”, state guardando un multimetro con la funzione capacità.
Checklist prima di comprare
- Quante frequenze di prova? Una sola vi lega a un unico tipo di misura. Il minimo utile oggi è 100 Hz / 1 kHz / 10 kHz.
- Arriva a 100 kHz? Se riparate alimentatori, senza 10-100 kHz l’ESR non lo vedete.
- Ha la connessione Kelvin a quattro fili? Non un accessorio opzionale: chiedete se è nella confezione e se lo strumento la supporta davvero.
- Qual è l’accuratezza di base e a quali condizioni? Il numero in copertina vale a 1 kHz e a metà scala; controllate la tabella completa nel manuale.
- Qual è il valore più piccolo leggibile in pF e in µH, e con quale risoluzione.
- Ha la calibrazione OPEN/SHORT accessibile da tasto, non sepolta in un menu.
- Si può scegliere serie o parallelo e il livello di prova.
- Serve il bias DC? Solo se lavorate su elettrolitici o ceramici ad alta capacità in condizioni reali.
- IVA inclusa o esclusa? Sui listini italiani cambia il 22 % e la metà dei confronti online sbaglia proprio qui.
- C’è assistenza in Italia, manuale in italiano e possibilità di taratura, se le vostre misure finiscono in un documento firmato.
Domande frequenti
Quanto costa un misuratore LCR? In Italia si parte da circa 40-50 € (UNI-T UT601 a 47,49 €, PeakTech P 3705 a 39,90 € + IVA) e si arriva oltre i 4.000 € per i banco da laboratorio. La fascia in cui lavora la maggior parte dei tecnici sta fra 70 e 350 €.
Che differenza c’è fra misuratore LCR e ponte LCR? Nessuna: sono due nomi per lo stesso strumento. “Ponte” viene dal ponte di Wheatstone dei vecchi apparecchi a bilanciamento manuale; gli strumenti digitali di oggi non hanno più un ponte dentro, ma il nome è rimasto e si usa anche la forma “ponte RLC”.
Il multimetro non basta per misurare i condensatori? Per sapere quanti microfarad ci sono, spesso sì. Per sapere se il condensatore è ancora buono, no: il multimetro non misura l’ESR, e l’ESR è il parametro che si degrada per primo.
Che cos’è l’ESR e perché è così importante? È la somma di tutte le perdite del componente vista come una resistenza in serie. In un elettrolitico invecchiato la capacità resta quasi normale mentre l’ESR sale di dieci o quaranta volte: il condensatore si scalda, il ripple aumenta e l’alimentatore switching si guasta.
Si può misurare un condensatore senza dissaldarlo? Con un misuratore LCR no: tutto ciò che gli sta in parallelo entra nella lettura. Esistono ESR meter dedicati progettati per lavorare in circuito, ma anche loro danno un’indicazione, non una misura certificata.
Perché il mio misuratore LCR dà valori diversi dal datasheet? Nella grande maggioranza dei casi perché la frequenza di prova o il modello equivalente sono diversi da quelli usati dal costruttore. Impostate gli stessi e i numeri tornano.
A che frequenza si misura un condensatore elettrolitico? La capacità a 100 o 120 Hz, che è la condizione dichiarata a catalogo; l’ESR a 10 o 100 kHz, perché a bassa frequenza la reattanza la maschera.
A che cosa serve la calibrazione OPEN e SHORT? A sottrarre la capacità parassita dei puntali aperti e la resistenza dei puntali cortocircuitati. Senza, ogni misura in picofarad e in microhenry è sbagliata in partenza. Va ripetuta quando cambiate cavi o frequenza.
Che cosa sono le pinze Kelvin e quando servono? Sono connessioni a quattro fili in cui la corrente e la tensione viaggiano su conduttori separati, così la resistenza dei cavi esce dal conto. Servono ogni volta che misurate sotto il decimo di ohm o sotto i 100 µH, quindi praticamente sempre quando misurate ESR.
Meglio un misuratore LCR portatile o da banco? Portatile se lavorate su apparecchi altrui, in campo, e vi serve un giudizio buono/cattivo. Da banco se selezionate componenti, progettate filtri o dovete produrre un numero difendibile: sotto lo 0,25 % di accuratezza il banco non ha alternative.
Il tester per componenti LCR-T4 è un misuratore LCR? No. Riconosce il tipo di componente e la piedinatura, ed è utilissimo per questo, ma lavora a frequenza fissa non dichiarata e le sue letture di capacità, induttanza ed ESR non sono confrontabili con un dato di catalogo.
Qual è un buon primo misuratore LCR? Sotto i 100 € il FNIRSI LC1020E a 69,95 €, perché porta cinque frequenze fino a 100 kHz, ESR e pinze Kelvin. Se preferite qualcosa di più tradizionale e con assistenza europea, il PeakTech P 2175 a 84,90 € + IVA o il Peak Atlas LCR40 a 134,31 € IVA inclusa.
Fonti
- Keysight Technologies — Impedance Measurement Handbook: teoria della misura di impedenza, compensazione e modelli equivalenti. https://www.keysight.com/us/en/assets/7018-06840/application-notes/5950-3000.pdf
- Keysight Technologies — Should I Use Series or Parallel Model for My Impedance Measurement? https://docs.keysight.com/kkbopen/should-i-use-series-or-parallel-model-for-my-impedance-measurement-927540578.html
- Hioki — Misura dei condensatori elettrolitici: condizioni di prova a 100/120 Hz e ESR. https://www.hioki.com/global/learning/usage/lcr-meters_4.html
- Test Italy — Ponti LCR, listino (prezzi IVA esclusa). https://www.test-italy.it/ponte-lcr
- Batter Fly — Peak Electronic LCR45 Atlas e altri misuratori LCR (prezzi IVA inclusa). https://www.batterfly.com/shop/it/peakelec-lcr45
- PeakTech Italia — Strumenti di misura LCR, listino (prezzi IVA esclusa). https://www.peaktech.de/it/Prodotti/Apparecchiature-di-misura-e-test-Ingegneria-elettrica/LCR-e-tester-di-componenti/Strumenti-di-misura-LCR/